Gli anni ’20 dei CHICAGOANS

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Come ben sappiamo il ruolo di Chicago è stato fondamentale per la diffusione, in particolare dalla seconda metà degli anni ’20, dello stile musicale chiamato Hot Jazz (comprendente abbondanti dosi di radici Blues). La “Wind City” infatti accolse la maggior parte dei musicisti neri che attraverso il Grande Fiume Mississippi risalirono gli Stati Uniti alla ricerca di una vita migliore. Inoltre qui si trovarono ad incidere i primi dischi alcuni dei principali musicisti bianchi di questa musica e questo incrocio/incontro generò alcuni dei primi capolavori del Jazz. Non soltanto Louis Armstrong con i suoi Hot Five e Hot Seven, ma anche piccole e variabili formazioni musicali come The Buckton Five, The Stomp Six, Merritt Brunies and his Friars Inn Orchestra, Red McKenzie and Condon’s Chicagoans, Charlie Pierce and his Orchestra, Jungle Kings, Chicago Rhythm Kings e Eddie Condon and his Footwarmers. Band a volte dimenticate, ma che hanno fatto la storia della musica e hanno dato modo di muovere i primi passi e farsi le ossa a grandi artisti poi diventati famosi come Eddie Condon, Muggsy Spanier, Gene Krupa, Mezz Mezzrow, Jack Teargarden. Bianchi che si credevano neri, come da celebre definizione autobiografica di uno dei migliori amici (e non solo) di Satchmo.

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Tutti gruppi inclusi in questa importante raccolta di brani degli anni cruciali compresi tra il 1925 e il 1928, durante i quali si gettarono tutte le basi degli sviluppi musicali futuri: l’arte improvvisativa e virtuosistica dei solisti, la pulsazione incessante e incalzante della sezione ritmica, la gioia e freschezza musicale espressa dal collettivo. Sono stati definiti i Chicagoans, intendendo definire con questo termine il fertile e vivace clima musicale della città, che dopo New Orleans e prima di New York fu la capitale dell’Età di Mezzo dell’epopea del Jazz e del Blues.

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Sono vinili così che restituiscono la gioia della scoperta, piccoli tesori nascosti nei pochi negozi di dischi rimasti aperti. I brani selezionati in questa raccolta pubblicata da una misconosciuta etichetta discografica probabilmente negli anni ’70 raccontano tutto il Jazz (con forti venature e struttura musicale Blues) degli inizi, sono sia gemme rare che grandi standard che poi sono stati reinterpretati e “mascherati” innumerevoli volte negli anni a seguire: ad esempio I’ve found a new baby, There’ll be some changes made, Darktown strutters ball, Jazz me Blues, Sister Kate, China Boy, Liza, Sugar, Everybody loves my baby. Sentirli tutti insieme, con il fruscio del tempo e la qualità del vinile, è un invito all’ascolto e alla danza a cui non si può resistere.

Viva la storia, viva il Jazz!

Mazz Jazz aka Professor Bop

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