QUESTO È IL JAZZ! – THIS IS JAZZ! (After Hours, 1958)

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[Portrait of Roy Eldridge, Spotlite (Club), New York, N.Y., ca. Nov. 1946] (LOC) Gottlieb, William P., 1917-, photographer.

PLEASE FIND ENGLISH VERSION BELOW

Questo breve filmato, girato come puntata pilota di una trasmissione televisiva sul Jazz (che poi non fu mai realizzata, purtroppo), contiene tutti gli elementi essenziali della nostra musica (e del nostro ballo, visto che le due cose sono strettamente collegate nel Jazz). In soli 20 minuti abbondanti After Hours (titolo originale di questo video girato nel 1958) condensa tutti gli elementi essenziali: la musica trascinante di un combo composto da eccellenti musicisti, la voce e lo scat di una cantante straordinaria, il ballo di due dei principali ballerini della storia del Lindy Hop e dell’Authentic Jazz, l’atmosfera notturna di un club newyorchese dopo la chiusura al pubblico (quando i musicisti si dedicano alle jam session per il puro piacere di suonare e creare).

E quale meravigliosa squadra troviamo impegnata in una serie mozzafiato di brani tra lo Swing e il Be Bop (siamo nel 1958 e un grande come il tenorsassofonista Coleman Hawk Hawkins si pone curiosamente tra i due mondi musicali, come anche il trombettista Roy Little Jazz Eldridge, principale ispiratore della svolta di Dizzy Gillespie): i già citati straordinari solisti Hawkins ed Eldridge, ma anche altri grandi di questa musica come Cozy Cole alla batteria, Johnny Guarnieri al piano, Mint Hinton al contrabbasso e Barry Galbraith alla chitarra. Con la presenza eccellente e sorprendente della cantante Carol Stevens, che interpreta alla grande alcuni degli standard, inscenando anche una simpatico solo di scat singing insieme a Little Jazz.

L’episodio pilota si svolge significativamente nella 52esima strada di Manhattan piena di Jazz Club, ribattezzata Swing Street. Poteva mancare il ballo e in particolare il Lindy Hop? A ulteriore riprova non solo che lo Swing non è morto dopo la fine dell’epoca delle Big Band (ma è passato attraverso il Be Bop negli anni ’50 mantenendo intatta la sua carica di ritmo), ma anche che il Lindy Hop non è mai del tutto scomparso dalle scene e dai palcoscenici, ecco che troviamo due dei migliori ballerini afroamericani di tutti i tempi, Al Minns e Leon James, che si scatenano in una serie di passi solo e in coppia. Un vero piacere per gli occhi godere la loro interpretazione di un brano scatenato della band, come anche il ballo più “social” accennato dai finti camerieri un paio di canzoni prima. Sì perché ovviamente tutte le atmosfere sono ricostruite in studio, mentre i brani sono stati improvvisati dal vivo dai musicisti per l’occasione.

Canzoni magnifiche come Lover Man, Just you, Just me o Taking a Chance on Love sono interpretate dal gruppo con un incredibile tiro ritmico swing che non si ferma mai e una grande perizia negli assoli (più vicini al contemporaneo Be Bop). L’atmosfera di un vero Jazz Club è ricreata con dovizia di particolari ed è un vero peccato che i produttori decisero dopo questo pilota di non proseguire con le riprese (si era d’altronde in una fase calante di successo per il Jazz, a tutto vantaggio di forme più commerciali e semplici di musica).

Non si può chiudere meglio questo post dedicato ad una vera gemma che con quanto dice la voce fuori campo all’inizio del film: “This is my beat, the jazz beat”!

🙂

Mazz Jazz (aka Professor Bop)

PS

Quasi dimenticavo: ecco il link alla versione completa e originale! 😉

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Sometimes you can find all you need in order to describe a wonderful musical world in a short movie. This is why After Hours (original title) is so important: in only 20 minutes circa you have Jazz music and dance in its best performance. Filmed in 1958 as a pilot episode of a television show (which unfortunaly never saw the light afterwards), it is staged in a Jazz Club in the so called Swing Street (52nd) in Manhattan, NY.

What a show with Coleman Hawkins, Roy Eldridge, Cozy Cole, Mint Hinton, Johnny Guarnieri and Barry Galbraith performing live great music, between the swingin’ pulse and the Be Bop soloist style. In 1958 artists such as Hawk and Little Jazz were the living bridge between different styles and periods of Jazz. Plus a great surprise, the singer (also scat singer) Carol Stevens, what a voice and savoir-faire on stage (enjoy the scat battle with Roy!).

And, when I wrote that here you can find all that we need, here it comes the dance, the Lindy Hop and Authentic Jazz steps! We have here 2 of the greatest afroamerican dancers of all times: Al Minns and Leon James live and loud! Both dancing solo and couple coreos, it is really a pleasure for our eyes to watch them performing (another proof that Lindy Hop never really disappeared from theatres and shows, even during the hard times when other kind of pop and commercial music was kicking Jazz out of the charts).

Therefore, I fully recommend After Hours as the best intro to Jazz musica and dance. As the voice says in this short movie, never forget that: “This is my beat, the jazz beat”!

🙂

Here is the link to this film, an authentic monument of a wonderful musical Era.

Enjoy!

Mazz Jazz (aka Professor Bop)

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[Portrait of Coleman Hawkins and Miles Davis, Three Deuces, New York, N.Y., ca. July 1947] (LOC) Gottlieb, William P., 1917-, photographer.

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A proposito di Jazz, Lindy Hop e Swing: lo sapevate che…

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Una breve rassegna di curiosità, notizie e fatti raccolti dallo scrivente secondo il proprio particolare e soggettivo punto di vista su questo meraviglioso mondo musicale.

JAZZ

  • Nel 1964 il celebre trombettista Dizzy Gillespie si candidò come indipendente alle elezioni presidenziali statunitensi. Dichiarò che in caso di vittoria la White House sarebbe diventata la Blues House e il suo governo sarebbe stato composto da: Duke Ellington (Secretary of State), Miles Davis (Director of the CIA), Max Roach (Secretary of Defense), Charles Mingus (Secretary of Peace), Ray Charles (Librarian of Congress), Louis Armstrong (Secretary of Agriculture), Mary Lou Williams (Ambassador to the Vatican), Thelonious Monk (Travelling Ambassador) and Malcolm X (Attorney General). Il ricavato della vendita dei materiali promozionali andò ad associazioni impegnati nella campagna per i diritti civili negli Stati Uniti (tra cui quella presieduta da Martin Luther King).
  • Django Reinhardt, francese di origine rom, quando fu scoperto come musicista viveva in una roulotte in un accampamento alle porte di Paris e suonava in strada.
  • Si dibatte ancora sul significato della parola Jazz: comparve per la prima volta nel 1913 come Jass e pare fosse un doppiosenso a sfondo sessuale, per indicare il “pepe” e il ritmo della musica Hot suonata a New Orleans.
  • Nella diffusione del Jazz nel mondo ebbero un ruolo fondamentale intellettuali statunitensi ed europei antifascisti (in particolare comunisti) come John Hammond e Charles Delaunay.
  • Non è del tutto vero che i regimi fascisti e nazisti proibirono il Jazz: era condannato come forma di musica degenerata perché d’origine negroide ed ebraica, ma vista la sua popolarità era a volte tollerata, a patto che fossero tradotti tutti i testi e non si desse troppo spazio al solismo e all’improvvisazione, a vantaggio di melodie più facili e leggere. Il ministro nazista Goebbels promosse addirittura per motivi di propaganda un’orchestra Swing, denominata Charlie and his orchestra.
  • Louis Armstrong fumò marijuana (le reefer cigarettes le cui qualità erano decantate in molti brani dell’epoca) durante tutta la sua vita e finì una volta in carcere per questo motivo. Scrisse anche una lettera al presidente Eisenhower per chiederne la legalizzazione.

LINDY HOP

  • Le orchestre preferite dal famoso ballerino Frankie Manning furono prima la formazione diretta da Chick Webb e dopo la scomparsa di quest’ultima la big band di Count Basie.
  • Al Savoy Ballroom nelle serate Swing non si ballava solo Lindy Hop, ma anche vari altri stili, tra cui Fox Trot, Big Apple, Charleston e perfino qualche Waltz!
  • Il Lindy Hop non è scomparso dopo la Seconda Guerra Mondiale, per essere riscoperto con il Revival che prese me mosse in Svezia e UK negli anni ’80 (con la riscoperta della figura di Manning); il Lindy rimase vivo nei quartieri neri di New York, grazie ad alcuni maestri e ballerini. In un certo senso restò a casa, prima di diffondersi nel mondo all’inizio del Ventunesimo Secolo.
  • Prima della riscoperta di Frankie come ambasciatore del Lindy Hop nel mondo, i ballerini più celebri erano considerati Al Minns e Leon James (che potete ammirare all’opera qui: Al & Leon at the Dupont Show of the Week). In effetti anche i non molti studi sulle danze Jazz di Harlem fino a circa 20 anni fa dimenticarono Manning, a favore di Al&Leon, che continuarono più a lungo la loro carriera (mentre Frankie divenne un postino).
  • Il primo provino di Billie Holiday fu come ballerina in uno speakeasy di Harlem. Per fortuna non era così brava, quindi per la fame si propose invece come cantante (dopo essere entrata di nascosto in alcuni locali in cui i neri e i poveri non erano ammessi).

SWING

  • Swing non è altro che un nome dato al Jazz per “scolorirlo” dalla connotazione razziale e “ripulirlo” dai doppisensi, in modo da poterlo offrire più facilmente al grande pubblico statunitense. In precedenza i dischi Jazz erano tradizionalmente rivolti al pubblico coloured e venivano chiamati race records (definizione che durerà fino a quando fu coniato alla fine degli anni ’40 il nome di rhythm and blues).
  • Molti degli artisti di colore durante l’Era dello Swing suonavano in locali in cui non sarebbero potuti entrare come spettatori o ballerini a causa della segregazione. Spesso durante i tour in giro per gli Stati Uniti, soprattutto nel Sud, dovevano mangiare da soli sui bus o in macchina, perché non accettati nei ristoranti. Alcuni musicisti bianchi, come Gene Krupa, finirono in carcere per avere protestato contro questa assurdità.
  • Non è facile stabilire quale fu la prima formazione “mista” composta da musicisti bianchi e neri. La maggior parte dei critici assegna questo primato a Benny Goodman, alcuni all’orchestra diretta da Charlie Barnet.
  • Per qualche decennio i critici musicali favorevoli al cosiddetto Jazz moderno criticarono lo Swing come musica troppo facile e commerciale, dimenticando che praticamente tutti i Beboppers cominciarono e si formarono proprio nelle big band degli anni ’30 e ’40.
  • Alcuni celebri artisti protagonisti dell’Era dello Swing continuarono la loro carriera confrontandosi senza problemi e con coraggio con le nuove tendenze musicali del Jazz e suonando insieme ad alcuni dei più importanti giovani: tra questi sicuramente Coleman Hawkins, Duke Ellington e Pee Wee Russel.
  • la sigla del celebre programma televisivo degli anni ’80 Drive In non è altro che un mascheramento del famoso brano Chattanooga Choo Choo, portato al successo dall’orchestra di Glenn Miller.

Mazz Jazz

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