Di quale meravigliosa ERA DELLO SWING stiamo parlando? – What really was THE SWING ERA?

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In 1937, LIFE published Margaret Bourke-Whites ‘American Way’ photograph.

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Il titolo di questo articolo vuole ovviamente essere una piccola provocazione, da parte di un appassionato di musica e ballo degli anni ’30 e ’40 (in particolare), che è però anche un docente di storia. Non ho potuto infatti fare a meno di notare una certa nostalgia nel mondo Swing odierno, che non riguarda solo gli aspetti musicali, ma spesso anche il costume e la società della prima metà del Novecento.

Ritengo utile allora fornire un breve riepilogo per punti di quelli che sono stati alcuni aspetti importanti di quei decenni, che non andrebbero sottovalutati e che dovrebbero essere presi in considerazione, prima di cadere in un troppo facile atteggiamento di nostalgia e rimpianto per i tempi irrimediabilmente perduti (e in molti casi è il caso di aggiungere: per fortuna).

Non pretendo di essere obiettivo, ma un minimo informato sì (e aperto alla discussione e al confronto). Questo articolo quindi non parla di musica, ma di aspetti sociali, storici e culturali degli anni ’20, ’30 e ’40, cioè l’epoca in cui fiorì la musica Hot Jazz e Swing che amiamo tanto.

GLI ANNI ’20 E LE TRASGRESSIVE AVANGUARDIE ARTISTICHE

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“LENGIZ BOOKS ON ALL SUBJECTS!” 1925. ALEXANDER RODCHENKO.

Distinguiamo innanzitutto, un po’ sommariamente invero, tra i decenni in oggetto. L’inizio del Novecento, fino agli anni ’20, fu un periodo di fioritura per diversi movimenti culturali innovativi, anche in campo musicale (con il Jazz). Le cosiddette avanguardie storiche adottarono spesso come colonna sonora le manifestazioni più moderne provenienti dagli Stati Uniti. Anche a Mosca, centro dell’Unione Sovietica, in questo periodo si diffusero band e ci furono tour di importanti artisti neri. Berlino, Parigi, Mosca, Londra si distinguevano come capitali culturali ricettive e aperte, seppure in un periodo di crisi dovuta all’uscita dalla distruttiva Prima Guerra Mondiale.

Negli Stati Uniti precedenti alla crisi economica del ’29, siamo in piena Jazz Age, quell’epoca di sfrenatezza charleston narrata da Francis Scott Fitzgerald. Ma non dimentichiamo che stiamo parlando di un mondo dorato spesso appannaggio dei soli ceti alto-borghesi della società, mentre il Jazz era nato nei quartieri poveri e a luci rosse di New Orleans e del sud degli USA. Con la migrazione lungo il Grande Fiume dei neri americani dal sud razzista al nord industriale, anche la nostra musica migra e si trasforma a Chicago e poi New York, ma sempre in locali in cui gli afroamericani possono suonare sul palco, ma non sedere tra il pubblico.

IL RITORNO ALL’ORDINE DEGLI ANNI ’30 IN EUROPA

Adolf Hitler and Benito Mussolini in Munich, Germany, ca. June 1940.

Adolf Hitler and Benito Mussolini in Munich, Germany, ca. June 1940.

I tragici cambiamenti politici che portarono in Europa all’affermazione del nazifascismo in Italia e Germania (e poi nei territori progressivamente occupati o annessi), lasciarono un segno indelebile anche sulle società e sulla cultura di quegli anni. In campo artistico, la spinta trasgressiva delle avanguardie fu arrestata da un dietrofront imposto dal nuovo clima politico. Anche nell’URSS, lo stalinismo riuscì a bloccare l’avanguardia dirompente del futurismo e del costruttivismo. Parziale e iniziale eccezione fu il futurismo italiano, che però fu di fatto neutralizzato sempre più da quel fascismo che ufficialmente lo sostenne in campo culturale. Nella storia del costume, l’Italia in particolare resta una nazione arretrata, in cui il tradizionale bigottismo e maschilismo creano un mix avverso a tante nuove forme di ballo e musica. Il Jazz, pubblicamente condannato e costretto ad autarchiche e ridicole traduzioni, viene apprezzato e tollerato solo per gli strati alti della società (fino al paradosso del figlio del Duce che divenne un famoso jazzista). Lo stesso avviene ovviamente in Germania, dove questa musica è messa al bando in quanto negroide ed ebraica (e rispetto a queste radici tutti i torti i nazisti non li avevano), ma continua a circolare in maniera sotterranea nei club. Le condizioni di vita della popolazione europea diventano progressivamente sempre più dure, con l’approssimarsi del secondo e decisivo conflitto mondiale.

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Palazzo della Civiltà Italiana all’EUR (1938-1953), opera di Giovanni Guerrini, Ernesto Lapadula e Mario Romano

GLI STATI UNITI SEGREGAZIONISTI E QUELLI DI ROOSEVELT

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Title: Bud Fields and his family at home Creator(s): Evans, Walker, 1903-1975, photographer Date Created/Published: [1935 or 1936]

Passando dall’altra parte dell’Oceano (con quel salto, hop, che compì anche il filonazista Lindbergh in aereo nel 1927) la prima cosa da mettere in rilievo sono le pesanti condizioni di povertà e segregazione in cui vivevano le minoranze negli Stati Uniti. La più celebre è quella afroamericana, ma parliamo anche degli immigrati di origine europea (ed italiana), oltre che dei nativi americani. Con la Grande Depressioni le condizioni divennero più dure per tutta la popolazione e come avviene spesso a farne le spese furono soprattutto le parti più emarginate della società. Come ho già ricordato, il mondo musicale fu un ambito di relativa libertà e proprio per questi tanti artisti di colore scelsero questa strada, ma resta il fatto che nel Sud non potevano andare in tour con le band e che nei locali anche nel Nord dovevano entrare dalla porta di servizio. Tanti dei nostri beniamini musicali subirono ingiustizie e soprusi per il loro colore della pelle (o origine geografica).

Il ruolo che ebbe Roosevelt, uno dei politici più importanti di tutto il Novecento, fu importante non solo dal punto di vista economico (con il New Deal che rimise in sesto la superpotenza nordamericana), ma anche culturale e sociale. Promosse programmi per sostenere la musica popolare e anche le forme considerate del folklore afroamericano (Blues, Jazz). Tante fotografie e registrazioni di quel periodo furono dovute ad iniziative statali nell’ambito del New Deal. Questo uomo politico statunitense è ancora oggi accusato dai suoi detrattori dall’altra parte dell’Oceano Atlantico di essere stato un socialista camuffato (un po’ come dicono che Obama sia di nascosto musulmano).

L’Era dello Swing negli Stati Uniti fu legata anche a questo periodo di risveglio e uscita dalla crisi, la musica giocò un ruolo importante, stavolta per tutta la  popolazione. Giova ricordare anche che l’alleanza tra USA e URSS, insieme ai movimenti di resistenza interni ai paesi europei, liberò il mondo dalla dittatura nazifascista. Con la fine della Seconda Guerra Mondiale e l’inizio della Guerra Fredda invece gli Stati Uniti imboccarono un’altra strada, sia musicalmente che politicamente. Potremmo parlare di Rock’n’Roll e caccia alle streghe anticomuniste (maccartismo), ma questa è un’altra storia, rispetto a quella a cui guardiamo in questo blog.

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Title: Washington (southwest section), D.C. Neighborhood children Creator(s): Parks, Gordon, 1912-2006, photographer Date Created/Published: 1942 Nov.

Mi rendo conto della sommarietà di questo riassunto storico, frutto anche ovviamente del mio personale punto di vista. Non volevo però tediarvi, ma solo mettere in luce come dobbiamo andarci piano con la nostalgia, quando dal campo musicale e artistico la trasferiamo ad aspetti sociali e storici di epoche che ci hanno senza dubbio insegnato molto, ma contenevano anche tanti aspetti (anche di mentalità) che tutto dovremmo fare, meno che rimpiangere.

Come sempre, my 2 cents.

😉

Mazz Jazz aka Professor Bop

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The title of this article is obviously a little bit provocative, because music and dance of the ’30s and ’40s are my passions, but I’m also an history teacher. I see too much nostalgie around our dance scene, about years that were far from being a golden age, from many points of view. I mean, we can talk about music and enjoy so much this musical period, but come on people, let’s also think about society and culture.

I think it might be useful, in order to avoid and easy and too superficial feeling of nostalgie for the good old times, to write something about those times. I know I’m not objective and it is my personal point of view, but I also think I can say something about the era when Hot Jazz and Swing were born.

THE 20’s AND THE ARTISTIC AVANTGARDE MOVEMENTS

First of all, we should think about this: the Twenties and the beginning of the century where more or less everywhere a period full of innovative cultural movements, also in music (with Jazz). This modern music was a soundtrack for many young artists in Berlin, Moscow, Paris and London. Even after the distructions of the 1WW, art and society were generally opened to new hopes and brave initiatives.

In the USA we are, before the 1929, in the middle of the so called Jazz Age, the charleston times told by Francis Scott Fitzgerald. But anyway this was a luxury world for a few people, the high society. Even if Jazz was born in the down south poor suburbs, it became a funny way of living most of all for rich and white people. Migrating along the Mississippi in the north, afroamerican people brought Jazz and Blues with them, into clubs where they were not allowed to sit in between the audience.

EUROPE IN THE 30’s AND THE END OF THE TRANSGRESSIVE AVANTGARDE

Nazifascism in Europe was not only a matter of politics, but also it influenced deeply culture and art. Music too. Avantgarde was killed by a new political trend. Even in the USSR Stalin stopped most of the innovative futurist and constructivist artists. Italian futurism was anyway neutralized by the same fascism that was its political partner. Italy was still a country with a rural and non modern mentality, full of the traditional religious influence and machism too. Jazz was officialy banned as a negro and jewish music, but it was tolerated in Italy and Germany only for the upper class, as a way to have fun and dance. Jazz was still alive in the underground anyway, while life of the people became harder and harder the more 2WW got closer.

USA: RACISM AND NEW DEAL

On the other side of the Atlantic Ocean (let’s make a hop, like the filonazist Lindbergh by airplane in 1927) first time that comes to my mind is that minorities were living in hard and poor condition of segregation. We know about afroamericans, but the same was for european immigrants and native americans. The Great Depression was making it even worst and the weak parts of society had mostly to face this. Music was somehow a world with more freedom and this is why many blacks choose this career, but anyway they couldn’t tour in the South and also in the North they had to enter from the backdoor. Many of our musical heroes were discriminated and segregated and had difficult times for the colous of their skin (or their ethnical  origin).

Roosevelt was one of the most important politicians of the last century for the New Deal, but also for the cultural and social influence he had. He funded new programs in order to record and promote folk music (and Blues and Jazz were considered like that often), so many photos and records of those times were a New Deal initiative. And we should consider that many people in the US still consider Roosevelt a dangerous socialist leader!!!

The Swing Era was an age of awakening and opening and music had an important part in this, also for everyday life of the common people. Roosevelt, Stalin and the Resistance in Europe gave to the world a future beyond nazifascism, we shouldn’t forget this. What came after? The Cold War, Maccartism and Rock’n’Roll, but this is another story, not included in this blog.

I know this is not a complete historical summary of those days, but my intention was to consider some of the “dark sides” of thos wonderful musical times. We should also think about this, when we talk about vintage society with eyes that are a bit blinded by the fascination of the past.

As usual, my 2 cents.

😉

Mazz Jazz aka Professor Bop

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